Gennaio 2011: lo stadio "Luigi Ferraris" compie i suoi primi 100 anni.

 

Abbiamo pensato di fargli un regalo. 

 

Nell'ultimo decennio si è lungamente discusso del futuro dello stadio di Genova.

L'idea ricorrente è quella di abbandonare il "Luigi Ferraris" per costruire un nuovo impianto.

Trasta, Sestri, la Colisa ... qualunque luogo va bene, pur di cambiare ed avere uno stadio nuovo.

 

Perché il "Luigi Ferraris" non è adatto?  

 

Ci siamo posti alcune domande:

Il “Luigi Ferraris” è a norma? E se non lo è, in cosa?

Quanto costa il “Luigi Ferraris”?

Lo stadio di proprietà è indispensabile per una squadra di calcio? Anche a Genova?

 

E molte altre ancora …

 

In questo e-book abbiamo provato a dare qualche risposta.


 

Su questo sito potete scaricarlo, GRATUITAMENTE e SENZA REGISTRAZIONI. 

Perché questo libro

La discussione sullo stadio di Genova interviene periodicamente sulla scena cittadina ed è in qualche modo legata anche alle evoluzioni della proprietà delle due squadre di calcio cittadine. Nel corso dell’ultimo decennio, in particolare dal 2007 in poi, ha subito una forte accelerazione, culminata nella seconda metà del 2009 con la discussione derivante dalla contemporanea presenza di tre progetti fra loro alternativi: lo stadio di Sestri (proposto da Riccardo Garrone), lo stadio della Colisa (proposto dal Comune di Genova), la ristrutturazione del “Luigi Ferraris” (proposta dalla Fondazione Genoa 1893).

 

Ripercorrendo il dibattito cittadino e rilevando i pregiudizi e le imprecisioni spesso reiterate quando veniva affrontato l’argomento del “Luigi Ferraris”, può sorgere il sospetto che tale atteggiamento derivi da una scelta deliberata, esercitata con l’obiettivo di indirizzare il consenso verso una scelta strategica ben precisa: la costruzione del nuovo stadio.

 

Non si intende sostenere che il “Luigi Ferraris” sia adeguato nella sua situazione attuale, né che la sua ristrutturazione sia necessariamente vincente rispetto ad un nuovo stadio: l’impianto ed il sito sul quale questo insiste presentano effettivamente delle condizioni particolari che devono essere oggetto di riflessione prima di decidere.

 

Pare invece potersi affermare che nella discussione, anziché affrontare l’argomento valutando tutte le opzioni possibili, si sia preferito eliminarne una alla radice, sostenendo che il “Luigi Ferraris” non presentava alcuna possibilità di essere trasformato in uno stadio moderno e funzionale. È stata prescelta la strada della “demonizzazione” del “Luigi Ferraris”: costruire un nuovo stadio è diventata  così una scelta obbligata.

 

Veicolata, però, attraverso parecchi "pregiudizi" che nel libro abbiamo cercato di confutare, per consentire a ciascuno di trasformarli in "giudizi".

 

 

Il documento  nasce da un'iniziativa di alcune delle persone che hanno partecipato alla realizzazione dello studio di fattibilità per la ristrutturazione dello Stadio "Luigi Ferraris" di Genova. Ciononostante il contenuto del libro e del sito non rappresentano in alcun modo la posizione della Fondazione Genoa 1893. 


Sintesi del libro

Nella prima parte del libro è stata ripercorsa, attraverso notizie fornite sui mezzi di informazione locali, la discussione avvenuta intorno al tema dello stadio di Genova con l’obiettivo di ricostruire la successione cronologica di taluni eventi e il modo in cui l’argomento è stato affrontato e presentato.

 

Nella seconda parte sono stati compiuti degli approfondimenti su temi emersi, ponendo le basi perché ciascuno potesse formarsi un’opinione in merito ai vari punti che hanno animato il dibattito sullo stadio: SportInGenova Spa, la Proposta di Legge sul finanziamento degli stadi, la normativa sugli stadi di calcio, l’impatto degli stadi moderni sui ricavi delle squadre. Sono stati portati argomenti a supporto della tesi secondo la quale il modo in cui taluni soggetti hanno affrontato l’argomento e comunicato all’esterno le loro opinioni, abbia contribuito alla formazione di pregiudizi sul “Luigi Ferraris”; ciò soprattutto da parte del cittadino comune, che non ha la possibilità di approfondire e documentarsi su ogni singolo dettaglio tecnico che viene comunicato e che, quindi, in assoluta buona fede, ritiene che le informazioni trasmesse siano quelle corrette.

 

Nella terza parte è stato infine descritto il progetto di ristrutturazione del “Luigi Ferraris” presentato dalla Fondazione Genoa 1893. Tale lavoro ha dimostrato, mediante uno studio di fattibilità tecnico-economica, che il “Luigi Ferraris” può definitivamente trasformarsi in uno stadio moderno, a norma per ospitare partite nazionali ed internazionali. Tutto questo può accadere, attraverso un investimento certamente più contenuto di quello previsto per la costruzione ex novo di uno stadio e con una forma che garantisce economicità di gestione ed autosufficienza per gli anni futuri. Il progetto della Fondazione Genoa 1893 ha il merito di aver regalato alla Città un’idea progettuale, che parte dal recupero di quella che è stata definita una “scatola vuota”, proponendo un approccio (la presenza di Comune e squadre di calcio) che, addirittura, potrebbe essere applicabile a molte altre città italiane.

Una nota personale

L’argomento dello stadio è molto complesso. Coinvolge i sentimenti ma anche importanti quantità di denaro.

 

Se noi pensassimo di contrapporre ad un progetto di sviluppo immobiliare (commerciale, residenziale e in parte anche sportivo) da centinaia di millioni di Euro solo i nostri sentimenti,ed i nostri slogan, saremmo perdenti in partenza. E lo scrive una persona che l’anno scorso girava per la città con il cartello “Giù le mani dal Ferraris” sullo scooter e che era fra quelli che hanno partecipato alla manifestazione del 17 ottobre 2009 al Porto Antico.

 

Nonostante tutte le discussioni, infatti, il progetto immobiliare (commerciale, residenziale e un po’ sportivo) sta andando avanti. Le linee guida del nuovo Piano Urbanistico Comunale che lo scorso dicembre 2010 Urban Lab ha consegnato all'Amministrazione Comunale di Genova per la valutazione confermano, per ora, l'ipotesi dello stadio a Sestri.

 

La Fondazione l’anno scorso ha dimostrato che esiste un’alternativa all’abbandono del Ferraris per un nuovo impianto. Ma questa alternativa ha un grosso difetto: non nasce come progetto di sviluppo immobiliare e non consente operazioni che portino un lucro agli investitori. Nasce a servizio delle squadre di calcio, per soddisfare le loro necessità sportive e per dotarle di un impianto che, autosufficiente dal punto di vista gestionale, superi i problemi residui che il “Luigi Ferraris” presenta.

 

 

Se io fossi il Presidente del Genoa, “foresto” e non appartenente alle “forze del bene”, mi terrei ben distante dall’argomento stadio. Perché la difesa “senza se e senza ma” del Ferraris potrebbe essere pericolosa. Potrebbe lasciarmi con un impianto da ristrutturare da solo e senza il supporto della Città. Potrebbe essere un gesto che infiamma i cuori dei tifosi, ma che poi è foriero di conseguenze negative.

 

 

Forse abbiamo una strada: invitare la Città a capire davvero se il progetto della Fondazione  è percorribile. Per farlo, però, il soggetto che l’ha promosso deve avere un peso anche “politico” maggiore. Oggi rappresenta ufficialmente circa 5.000 cittadini. È un grande risultato, indubbiamente, ma è poca cosa in termini di peso politico.

 

Ma se la Fondazione avesse 20.000 sottoscrittori?

Sogno un po': se ne avesse 50.000?

 

Penso che qualcosa cambierebbe.

Quanto meno il progetto sarebbe esaminato, valutato.

Per poi, forse, essere scartato. Dopo un esame approfondito, però. E con delle motivazioni oggettive.

 

 

Invito tutti quelli che avranno la voglia ed il tempo di leggere il libro, a non usarlo per puntare il bersaglio sbagliato. Perché se un giorno il Ferraris sarà demolito per lasciare posto a centri commerciali od appartamenti, se lo stadio sarà fatto altrove, prima di dare la colpa ad Enrico Preziosi, sarà bene che ognuno di noi si prenda il suo "pezzetto" di responsabilità.

 

 

E se provassimo, invece, a ripartire dalla Fondazione Genoa 1893?

Tutti insieme.

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