Ai miei “compagni di Ferraris” Pietro Thellung, Luca Bartolini e Andrea Chellini: se non mi avessero portato, anni fa, per la prima volta al Tempio a vedere il Genoa oggi forse non sarei Genoano e questo libro non sarebbe mai nato. Lascio a voi la decisione se questo sia un merito oppure una colpa da ascrivere loro. A proposito: in quell’occasione, il Genoa ha – ovviamente - perso! Ma ho capito che era la “mia” Squadra.

 

All’Arch. Roberto Burlando (Project Manager del progetto di ristrutturazione dello stadio “Luigi Ferraris” prodotto dalla Fondazione Genoa 1893) che con entusiasmo ha aderito alla mia richiesta di contribuire a questo libro in modo da rendere le parti tecniche comprensibili anche ai “comuni mortali” e all’Ing. Fabio Masnata, che ha curato la trasformazione del libro da cartaceo in multimediale, dimostrando anche in questo modo che le tradizioni possono evolvere senza bisogno di essere abbandonate; proprio come nel caso del “Luigi Ferraris”!

 

Al Prof. Andrea D’Angelo, che l’anno scorso mi ha accolto nel team progettuale della Fondazione Genoa 1893, dandomi la possibilità di vivere un’esperienza unica, come dice anche il titolo del libro.

 

A Claudio Onofri che ha scritto la prefazione del libro ed ha raccontato il suo Sogno, il suo “Luigi Ferraris”. È un onore per noi che abbiamo lavorato a questo progetto.

 

A Cristina Moresino, Roberto Bordigone ed alla Redazione di 1893.tv, senza i quali questa idea sarebbe forse rimasta tale. Loro sanno perché.

 

Devo poi un grosso ringraziamento a tutte le persone che hanno avuto la pazienza e la voglia di leggere le bozze del documento, dando suggerimenti, facendo correzioni, aiutandomi così a realizzare una cosa che non avevo mai fatto in vita mia: si tratta del mio Papà e degli amici Ettore Delsanto, Angelo Scarrà ed Eugenio Grondona.

 

Una parte degli spunti per l’analisi e per il lavoro sviluppato l’anno scorso sono venuti dalla frequentazione del Muro dei Grifoni. Ancorché non lo conosca di persona, vorrei ringraziare il proprietario, Sergio, che con passione mette a disposizione questo strumento di comunicazione a tutti quelli che sono innamorati del Genoa. Dovrei citare tanti writer che, a varie riprese, hanno scritto post con idee e ragionamenti che poi sono confluiti nel lavoro realizzato per la Fondazione Genoa 1893, ma farei un torto a qualcuno.

 

Vorrei, infine, dire grazie ai miei genitori: è anche grazie ai sacrifici che hanno fatto, alle opportunità che mi hanno offerto e (soprattutto) ai valori che mi hanno trasmesso se questo libro ha visto la luce. Spero di essere capace, quotidianamente, di far loro capire quanto voglia loro bene. Poiché non scrivo un libro tutti i giorni, non me ne vogliate, ne approfitto in quest’occasione.

 

(Diego Tarì)

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