Procedura aperta per affidamento in concessione della gestione dello stadio comunale Ferraris e relativi servizi

Oggi, 21 marzo 2012, è stato pubblicato il bando di gara, con scadenza il 17 maggio 2012.

 

Lo si può scaricare da qui:

http://www2.comune.genova.it/portal/page/categoryItem?contentId=567304

 

Attendiamo e vediamo ...

 

Malafede ... solo malafede

Simpatico articolo oggi (30 novembre 2011) su "Il Secolo XIX" a pagina 19.

Ci informa che nel progetto del Piano Urbanistico Comunale di Genova (sindaco uscente, tra l'altro!) è stato fatto un leggerissimo cambiamento inerente lo Stadio "Luigi Ferraris".

Ed è stato fatto dopo l'alluvione de 4 novembre (che, per in non genovesi, non ha avuto nulla a che fare col Bisagno)

 

Prima diceva:

"Il principale impianto della città, nell'ipotesi che, anche in forza di nuove disposizioni che regolino lo svolgimento delle manifestazioni sportive e degli standard funzionali che a tal fine devono essere assicurati, SI RENDA NECESSARIA la realizzazione di un nuovo impianto in altre parti del territorio comunale (...) può essere oggetto di un intervento di ristrutturazione integrale e/o di parziale demolizione e diversa ricostruzione che, ferma restando la FUNZIONE PRINCIPALE per lo svolgimento di attività sportive e manifestazioni spettacolari (...)"

 

Ora dice:

"Alla luce delle criticità idrauliche e dei relativi rischi presenti nell'area, nel caso in cui SI RENDA POSSIBILE la realizzazione di un nuovo impianto questo DOVRA' essere realizzato in un ALTRO CONTESTO. in tal caso l'impianto potrà essere oggetto di un intervento di complessiva ristrutturazione, con la conferma della FUNZIONE PRINCIPALE per lo svolgimento di attività sportive e manifestazioni collettive (...)"

 

Quindi abbiamo una Giunta che, speculando sulla disgrazia accaduta alla città, introduce una variazione significativa della norma nel PUC.

 

Mi piace riportare il commento dell'Arch. Roberto Burlando, che come sapete ha predisposto il piano di ristrutturazione del "Luigi Ferraris" nel novembre del 2009.

 

"Gentile direttore,

leggo sul Secolo che la giunta si esprime contro la ristrutturazione dello Stadio Luigi Ferraris ed io, come spero ricorderà, ho avuto l’onore di condurre il gruppo di progettazione che ha proposto il progetto della Fondazione Genoa.

Mi preme sottolineare alcuni aspetti del progetto ed, in linea generale, dell’atteggiamento della città sui temi del rischio idraulico che corriamo.

Innanzitutto il progetto proposto prevedeva interventi per la messa in sicurezza del piazzale Atleti d’Italia, con adeguamenti della struttura ed inoltre prevedeva la realizzazione del Parco-Ponte che alzava la quota ad oltre 6 metri sopra il livello degli argini attuali del Bisagno, in corrispondenza del Piazzale Atleti d’Italia. Questo piazzale, in pratica degli ampi Pontili di ingresso allo Stadio, ma funzionali all’area di sicurezza per circa 30.000 persone, permette anche di porre in salvo, elevati ad un ipotetico secondo piano delle case, tutte le persone che si trovassero a livello strada nel momento del passaggio dell’onda di piena. Inoltre si era previsto di demolire e ricostruire Ponte Serra in corrispondenza dell’uscita del Fereggiano nel Bisagno, ponte che crea un ostacolo importante sia al flusso delle acque del Bisagno, sia all’innesto del Fereggiano. L’ipotesi era di ricostruirne uno nuovo, più alto, a campata unica, che consentisse di intervenire anche sulla sezione del Fereggiano in uscita e sotto via Monticelli e sotto lo slargo prima del Ponte Serra. Questi interventi sarebbero stati realizzati, a parziale scorporo del costo di acquisizione dello Stadio, da parte del gruppo privato che avesse rilevato la Struttura Sportiva. È chiaro quindi che l’ipotesi di ristrutturazione dello Stadio diventava anche l’occasione per intervenire, senza soldi pubblici, su problemi oggettivi del quartiere.

In secondo luogo mi è parso di capire che il Bisagno non sia uscito dagli argini, gli interventi fatti sono stati utili e necessari, ma la tragedia del Fereggiano ed i danni di via Donghi derivano non dal fantasma del Bisagno, ma dai mille rivi che inondano il sottosuolo della città, della cui esistenza si è persa la traccia, quindi anche della loro manutenzione e verifica strutturale, immagino, poco si sia fatto in questi anni.

Transitavo lo scorso fine settimana nei pressi di piazza Campetto, ed i lavori che si stanno eseguendo prima di arrivare in piazza Banchi, hanno portato alla luce il torrente che sfocia sotto Caricamento, pieno d’acqua e di innesti di acque nere delle fognature. Chiunque può rendersi conto guardando quella situazione, di cosa ci passi sotto ai piedi.

Infine, certo si parla del Ferraris e della necessità, visti i rischi idraulici, di spostare lo Stadio. Bene, allora cosa succederà dopo? Quell’area diventerà inedificabile? Anche le carceri sono a rischio? Anche l’intervento di corso Sardegna e della riqualificazione del Mercato, verrà stoppato e verrà revocata la concessione? Perchè se è a rischio una struttura sportiva, che potrebbe tranquillamente essere deserta in occasione di allerta due, prevista almeno 24 ore dai vituperati previsori meteo che però ormai ci azzeccano sempre, almeno nelle previsioni entro le giornate, vorrei capire cosa è meglio per la città in quel luogo. È forse meglio un palazzone abbandonato ed inutilizzato, con un piazzale antistante che non serve neppure a parcheggio per le auto? O forse si andrà nella direzione di realizzare un palazzo residenziale o nuovo cemento?

Ritengo ancora che la ristrutturazione del Luigi Ferraris sia possibile, ho pianto anch’io per la mia città e ne ho pulito il fango; credo ancora, come ho affermato nelle ore del disastro, che Genova sia una città satura urbanisticamente, ma proprio per questo dobbiamo concentrarci sulla ristrutturazione e non sulla nuova edificazione, che porta chilometri quadrati di asfalto, e quindi di suolo impermeabilizzato, che porta spostamenti in massa verso luoghi periferici e quindi inquinamento, che crea isole deserte nelle ore notturne e fa versare milioni di euro senza ritorni per la città.

Usiamo gli investimenti privati per migliorare le nostre condizioni di vita, guardiamo alle opere francesi o tedesche e non nascondiamoci dietro la paura del momento, ma veicoliamo le forze per migliorare la situazione e controllarla. Da secoli l’uomo vive le città e ne plasma i destini. Gli errori degli anni 60, 70 ed 80, oggi non devono essere riproposti, magari più in là..."

Risultato della raccolta dell'estate

Abbiamo consegnato ad UCGC, in più riprese, un totale di circa 900 Euro per l'edizione dell'estate 2011 (www.uncuoregrandecosi.it).

 

Grazie a tutti !!!!!!!

 

Se volete il libro ...

... lo trovate ancora qui:

 

GENOA STORE - Largo XII Ottobre

 

GENOVA 

Centro - Raw Store, via Ravecca 74r

Marassi - Ristorante "Edilio", Corso De Stefanis 104

Quarto/Priaruggia - Bar Tabacchi "da Toni", via G. Acerbi 29r

 

 

SAVONA e provincia

Celle Ligure - Pasta Fresca "Ricky & Mary", via Aicardi 

Varazze - Edicola "Distorsioni di Luca Calcagno", via Malocello Lanzerotto, 2

 

 

 

Il libro è disponibile in offerta libera a partire da 15 Euro.

Il ricavato netto sarà interamente devoluto ad Un Cuore Grande Così Onlus.

 

 

Chi fosse interessato ad aiutare (club, locali, ecc.), può contattarci via mail: difendereunsogno@gmail.com

Grazie!

Dal Muro dei Grifoni (www.grifoni.net)

peanuts 12/07/2011 - 11:06

 

Caro vecchio tempio,

... hai cent'anni e te li porti benissimo. Non dirmi che adesso hai fretta di vedere il tuo futuro. Lo so che anche tu in questi giorni hai letto di "colli" che allungano la loro ombra su di te. Ma sei abituato a scavalcare montagne... che te frega? Capisco anche che senti tanta preoccupazione intorno a te, non ci fare caso. Sai com'è, d'estate anche un muro avvezzo a resistere a bufere e tempeste, col caldo... suda un po'.


Tranquillo, poche settimane (in realtà la bugia cerco di autoraccontarmela, sono un'eternità) e torni anche tu dalle ferie. Torni a vibrare sotto i cori, a far vedere che reggi benissimo venti o trentamila innamorati che esplodono tutti insieme per un gol. Aspetta che le forze del Male facciano il loro dovere e vedrai che anche l'inchiostro non verrà più sprecato per i sogni di una notte di mezza estate di Obelincherodi. Da tanti anni sopporti che certi colori ti imbrattino ogni due settimane, dovresti capire facilmente che quando fa caldo i consigli per i vecchi sono sempre gli stessi (cercare refrigerio ovunque e se non si ha un ventilatore in casa, infilarsi in qualche supermercato con l'aria condizionata). Ecco lì, semplicemente il vecchio non riesce proprio a togliersi dalla testa il suo sogno.


C'è chi avvicinandosi San Lorenzo sogna una stella, chi si accontenta di immaginarsi scaffali rinfrescati visto che il culo brucia ancora tanto.


Caro vecchio Ferraris, lasciali dire e sognare. Non ti sarà sfuggita la cronologia degli eventi. Tempo fa eri un rudere da abbattere, quasi un ecomostro che toglieva aria vitale persino ai carcerati. Poi, piano piano, sei stato degnato di un minimo di considerazione: hanno detto che saresti rimasto in piedi come monumento storico. Ti offrivano la possibilità dell'ergastolo anziché la pena di morte, a patto che facessi da wc ai piccioni. Te ne sei allegramente sbattuto le balle e mentre il Bisagno continuava a mormorare calmo e placido, tu ti preparavi a cantare il ritornello. E' così arrivato il turno di Sestri Ponente, ma anche il feto del cessodromo è morto prima di te. Di questi tempi, con lo stesso caldo, è stata la volta della Colisa e una gran pernacchia l'ha sotterrata.


Oggi ci riprovano a "scollinare" la storia ma, ci avrai fatto caso, iniziano a dire che questa storia si farà comunque al Ferraris e che il sogno di mezza estate si può anche realizzare lì, dove tu hai messo radici da più di un secolo. Belin, lo dicono gli stessi che sghignazzavano quando la Fondazione presentava il progetto per rifarti un gran bel look. Lo dicono quelli che "Marassi non può essere schiavo delle partite". Proprio loro ora scoprono che semmai il problema è che Marassi non deve essere schiavo del supermercato.

Tranquillo, dagli ancora qualche estate. Vedrai che uno dei prossimi lugli scriveranno che il credito sportivo è intenzionato a finanziare il restauro conservativo del più bel tempio calcistico d'Italia. Il pezzo volendo è già pronto. Aziz ci ha scritto un libro, basta fare un riassuntino. Ci vorrà un po' di tempo, non troppo. Hai fretta? Io no.


Eddai, cantiamolo insieme quel ritornello... in fondo lo hanno scritto per rendere immortali anche le tue gesta no?


Il Bisagno mormorava calmo e placido... non passa lo straniero!

Genova, martedì 5 luglio 2011, Stadio "L. Ferraris"

"E' andato molto bene l'aperitivo "da Sogno" per Un Cuore Grande Così, tenutosi ieri alle ore 19.00 presso lo stadio Luigi Ferraris, entrata Tribuna Centrale, in favore di UCGC. Un centinaio di persone hanno aderito all'invito degli organizzatori e sono arrivate puntuali all'ora stabilita. Certo, è sempre bello vedere il nostro Stadio, gli spalti, il campo, l'erba con il suo profumo... Compagnia simpaticissima, buffet davvero molto ricco, con un'infinità di scelte (tra cui spiccavano ravioli e paste finali), due ore trascorse tra l'area solitamente destinata al buffet dell'intervallo e la Tribuna Centrale. E' stata l'occasione per conoscere meglio il libro "Ho provato a difendere un sogno" di Diego Tarì (grazie Diego!) e Roberto Burlando, che racconta la storia del progetto di ristrutturazione del Luigi Ferraris. Infine, grazie ai presenti (tra cui molti writers del muro), possiamo aggiungere al totalone ben 460 euro, ora siamo a 28.800... e va bene così..."

 

da www.uncuoregrandecosi.it

Il nuovo stadio «ricomincia» dal vecchio Luigi Ferraris

Diego Pistacchi - Il Giornale - 28 giugno 2011

 

Chi parla degli stadi italiani del futuro si rende conto di dover ripartire da cento anni fa. Dal Ferraris, dalla sua secolare esperienza, unica nel panorama nazionale. Ieri mattina alla sala Auditorium del Coni si è svolto il convegno «Dalla società sportiva all'impresa sportiva: Impianti sportivi e non solo: modelli di proprietà e di gestione». Una vera e propria occasione di confronto tra esperti per gettare le basi di quello che al momento è uno dei temi caldi dello sport e del calcio in particolare: la costruzione di stadi di proprietà.
Eppure, forse a sorpresa per chi a Genova è abituato a non considerare troppo le risorse che ha in casa, due dei nove relatori erano genovesi, chiamati a portare sia l'esperienza del «vecchio» Ferraris, sia una valutazione tecnica su quelle che potrebbero essere le reali prospettive economiche per le società di calcio. L'architetto Roberto Burlando è infatti intervenuto sul tema «Problematiche urbanistiche e progetti di ristrutturazione». Questo perché proprio il professionista genovese ha elaborato un progetto per la messa a norma di uno stadio «vecchio» di cento anni quale è appunto il Ferraris, ma che con adeguati interventi potrebbe essere un'importante alternativa alla costosa costruzione di un nuovo impianto. Il progetto di Burlando, presentato dalla Fondazione Genoa, e ignorato peraltro con spocchiose giustificazioni dalla sindaco Marta Vincenzi, è cioè stato preso in considerazione come una delle possibili soluzioni che guardano al futuro senza comportare costi eccessivi.
L'altro genovese intervenuto al convegno è stato invece Diego Tarì, dirigente d'impresa, esperto di organizzazione e sviluppo, che ha aperto molte crepe nelle certezze di chi «vede» nello stadio di proprietà delle società calcistiche una soluzione vantaggiosa dal punto di vista economico. Autore del libro «Ho provato a difendere un sogno», Tarì ha esposto i rischi cui le società italiane potrebbero andare incontro. Partendo dagli esempi di tre grandi strutture internazionali quali l'Allianz Arena (Bayern Monaco e Tsv 1860 Monaco, poi fallito proprio per i costi dello stadio), l'Emirates Stadium (Arsenal) e l'Amsterdam Arena (Ajax), sono stati presi in considerazione i parametri necessari a far diventare un business conveniente la realizzazione di uno stadio di proprietà. Parametri che in Italia pochissime società forse riuscirebbero a garantire e che, se non rispettati, diventerebbero anzi un boomerang molto pericoloso, come nel caso della seconda società di Monaco.
Il «padrone di casa» del convegno, il professor Alfredo Parisi, presidente di Federsupporter, una sorta di sindacato nazionale dei tifosi «utenti» dello sport, ha molto apprezzato gli interventi dei genovesi.
«Trovo il Ferraris un esempio da seguire, non solo perché è il primo stadio d'Italia - esordisce quasi a sorpresa - Seguo il calcio all'estero, amo il football inglese e il caso del Chelsea è quello che meglio rappresenta il nostro futuro ideale. Lo stadio è inserito nel tessuto urbanistico cittadino. Ed è proprietà di una società onlus dei tifosi. È distinto dalla gestione della società calcistica, ma garantisce il massimo della sicurezza, gestito direttamente da chi lo utilizza. Non ritengo giusto che lo stadio sia l'occasione per realizzare strutture che con lo sport nulla hanno a che vedere. Al convegno ha partecipato anche il rappresentante del credito sportivo. Stanno finanziando tre stadi nuovi: Cagliari, Udine e Palermo, che prescindono dalla nuova legge sugli stadi, proprio perché non nascono con l'intento di creare altre attività commerciali. Lo stesso stadio della Juve ha questo principio. Ecco perché il caso portato dai due relatori genovesi è stato molto apprezzato».

Un apprezzamento che l'architetto Roberto Burlando e il manager Diego Tarì non hanno mai avuto nella loro città. Ma in fondo, anche questa, non è una gran novità.

 

http://www.ilgiornale.it/genova/il_nuovo_stadio_ricomincia_vecchio_luigi_ferraris/28-06-2011/articolo-id=531969-page=0-comments=1

Roma, 27 giugno 2011, Sala Auditorium del CONI

Il progetto di ristrutturazione del Luigi Ferraris sarà presentato al Convegno come esempio di una possibile alternativa alla costruzione di un nuovo impianto.

 

E grazie agli amici di Federsupporter (www.federsupporter.it), il libro prenderà vita anche nella sua versione cartacea. Lo venderemo a breve, i proventi saranno interamente a favore di "Un Cuore Grande Così" (www.uncuoregrandecosi.it).

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